Progetto VELA A SCUOLA
1) La vela è uno sport tra i più completi e complessi. Mentre calcio o basket si svolgono su campi limitati o in palestra, la vela si svolge sui grandi spazi di laghi e mari. E' condizionata dalla natura e dalle condizioni atmosferiche come l'alpinismo, ma in più usa un mezzo tecnico importante che è la barca. Come l'aereo la barca è mezzo di trasporto, ma è anche mezzo di lavoro e casa.
Fare un battesimo del mare accompagnati da un istruttore o da un equipaggio esperto non richiede alcuna preparazione o conoscenza, ma non appena ci si accosta alle prime nozioni di vela ci si accorge che le cose da imparare sono moltissime e che per capire i venti, il funzionamento delle vele , la stabilità della barca, bisogna avere ben chiare tutta una serie di nozioni di matematica , di fisica, di geografia che fanno parte del programma scolastico.
2) Si approfondisce il contenuto del corso e si stabilisce un filo diretto tra gli argomenti del corso ed il progarmma curricolare specifico dell'insegnante.
La vela ha una grossa componente formativa perché obbliga ad un profondo rispetto della natura, del mezzo e del prossimo. Una barca armata male non funziona e può avere danni all'attrezzatura o provocare danni ai passeggeri. Le attrezzature mal tenute o mal riposte si danneggiano rapidamente e possono creare problemi. Uscire in acqua senza aver preso conoscenza del bollettino meteorologico può creare seri problemi. Il comportamento a bordo deve sempre essere corretto e rispettoso del prossimo. In barca,, accomunati a vivere in spazi stretti e spesso scomodi, viene subito a galla la personalità vera di ogni individuo, spesso si rompono amicizie ma molto più spesso si conoscono persone meravigliose con le quali si condivide una passione profonda per il mare, lo spirito di avventura e le gioie di una navigazione entusiasmante.
3) a) La vela come mezzo di lavoro, sport e svago. La vela come mezzo educativo e formativo. la più moderna evoluzione della vela e permettono di planare velocissimi sul pelo dell'acqua.
b) La vela nella storia dell'uomo.
Un giorno l'uomo primitivo scoprì che aggrappato ad un tronco riusciva ad attraversare più facilmente i corsi d'acqua. Poi che scavando il tronco e sagomandolo poteva starci sopra e con un ramo remare e muoversi senza bagnarsi. Venne poi spontaneo issare un albero e metterci sopra una vela per farsi spingere dal vento senza faticare con i remi. La barca è così diventata il mezzo di locomozione più importante. Mezzo di trasporto per le grandi distanze certamente più veloce e più sicuro che il trasporto via terra. Infatti sono le civiltà costiere quelle che hanno dato il maggior contributo al progresso nella storia dell'uomo.
c) Nozioni di base sul funzionamento della vela. Le possibilità di manovra delle barche a vela ha sempre condizionato l'uomo. Una volta le navi potevano andare solo in alcune andature : col vento in poppa (lavagna) al lasco e al massimo al traverso . Ciò diede vita alla leggenda delle sirene. Ricordate Ulisse. A quei tempi si pensava che in certe zone misteriose e bellissime sirene chiamassero i naviganti dalla costa, e questi attirati irresistibilmente dal loro canto finivano arenati sugli scogli. In realtà succedeva che lungo le coste dove spiravano venti forti dal largo,(lavagna) le navi non potendo risalire il vento si avvicinavano troppo a terra e qualche volta si arenavano o finivano sugli scogli.
Questa limitazione fu superata solo nel 1500 quando un corsaro inglese, Sir Francis Drake oppose alle navi pesanti, lente e poco maneggevoli della “Invincibile Armata” spagnola di Filippo II , delle navi moderne snelle e leggere che oltre ad essere veloci e facili da manovrare, riuscivano per la prima volta a risalire il vento, ad andare cioè di bolina . (lavagna).
Così colpiva il nemico e poi fuggiva in direzioni in cui il nemico non riusciva ad andare. Inoltre quando la flotta spagnola era in porti sottovento da cui non poteva uscire finché il vento non avesse cambiato direzione, Drake bordeggiava tranquillamente davanti all'imboccatura del porto calando in acqua scialuppe piene di esplosivo che il vento spingeva inesorabilmente dentro il porto provocando gravi danni alla flotta spagnola.
Oggi con la vela si può andare in tutte le direzioni salvo che nel cosiddetto angolo morto. (lavagna) Cioè un angolo di 45° rispetto alla direzione del vento. Pertanto le andature sono: bolina, traverso, lasco, poppa. Se si deve andare nella direzione del vento lo si può fare facendo i “ bordi” (lavagna). Facendo una serie di virate si fa un percorso a zigzag che ci permette di risalire il vento. L'unico inconveniente è che il percorso si allunga. Pitagora ci dice di quanto. ( lavagna ) Percorreremo infatti le ipotenuse di triangoli rettangoli isosceli il cui cateto è il percorso che faremmo se potessimo tirare dritto.
4) a) filmato: Wind coppa America. La Coppa America è una regata nata nel secolo scorso a cui hanno partecipato tutte le più importanti nazioni. E' stata vinta ininterrottamente per più di un secolo dagli Usa , e più recentemente è stata vinta più volte dagli Australiani che attualmente la detengono. Le regate sono di un tipo molto particolare dette , che si disputano solo tra due imbarcazioni.. L'Italia ha partecipato finora due volte prima con Azzurra con un discreto successo, poi con il Moro di Venezia vincendo alla grande la Luis Witton Cup contro equipaggi agguerritissimi come Inglesi e Australiani e perdendo poi di un soffio la Coppa America contro gli USA.
b)Nozioni di vela : IL vento. Il vento è dovuto a masse d'aria che si muovono spinte da differenze di pressione. Bisogna qui ricordare qualche concetto di fisica: i raggi solari sono in grado di riscaldare liquidi e solidi ma non i gas. (lavagna). Immaginiamo di essere lungo una costa. All'alba i raggi solari attraversano tutta l'atmosfera senza poterla riscaldare, arrivati a terra scaldano sia la terraferma sia l'acqua del mare. Ma la terra ha un potere calorifico basso cioè si scalda rapidamente immagazzinando poco calore, mentre il mare ha un potere calorifico alto cioè si scalda lentamente immagazzinando molto calore.
Così durante il giorno l' aria sulla terra è più calda e sollevandosi attira aria dal mare creando la “brezza di mare”. Quando il sole se ne va la terra si raffredda velocemente mentre il mare mantiene per un po' il calore accumulato. Sarà quindi l'aria sul mare ad essere più calda e quindi ad attirare aria dalla terra creando la “brezza di terra”.
c) La vela e la matematica: Abbiamo già visto come sia importante la matematica per calcolare i bordi di bolina. Ma la matematica si trova in molte altre occasioni. Se si vuole partire da Sanremo o per andare in Corsica (lavagna e carta nautica) bisogna tracciare la rotta, calcolare la direzione da seguire riferita al nord che è poi l'indicazione che dà la bussola. Calcolare la distanza da percorrere per poter calcolare un tempo medio di percorrenza e di conseguenza programmare l'orario di partenza e l'ipotetica ora di arrivo.
Le distanze in mare si calcolano in miglia marine pari a 1852 metri , e le velocità in nodi, pari a un miglio all'ora.
Durante la navigazione è poi indispensabile segnare ogni ora sulla carta il punto stimato per sapere in qualunque momento la propria posizione e riferirla poi alle coordinate terrestri in gradi primi e secondi.
5) Oceano ed atmosfera. Il primo passo per la comprensione delle complesse interazioni tra mare e clima risale al XIX secolo quando vennero stese le prime mappe oceanografiche dei venti e delle correnti. Oggi grazie ai satelliti possiamo comprendere appieno il meccanismo di questi fenomeni.
b) Nozioni di vela. Le vele. Abbiamo visto come nell'antichità i marinai, usando i materiali a loro disposizione e cioè cotone o canapa , realizzavano delle vele che permettevano di andare col vento a favore o a risalire il vento di bolina larga. Con le vele moderne si può fare molto di più con lo studio dell' aerodinamica si può risalire il vento fino ad un angolo di bolina di 45 gradi. Per fare ciò le vele non funzionano più come dei sacchi che devono solo catturare il vento, ma devono funzionare come ali di aereo che creino una portanza La vela deve perciò avere una forma ben precisa (lavagna) con una curvatura più accentuata verso prua e più piatta verso poppa. La vela viene perciò costruita cucendo insieme dei ferzi , che sono delle strisce di tessuto sintetico tagliati al computer con bordi opportunamente curvati . I ferzi messi orizzontalmente, come si faceva sino a poco tempo fa, hanno il difetto di deformasi troppo nelle zone in cui lo sforzo è obliquo rispetto a trama ed ordito . Recentemente si è passati a fare ferzi triangolari che partono radialmente dagli angoli delle vele orientati secondo le linee di forza . I materiali oggi più usati sono il dacron , sufficientemente resistente rigido per la crociera ed il kevlar ed il mylar più resistenti. più rigidi e più leggeri a parità di resistenza per la regata. Il top della vela si ha oggi con le vele costruite in un unico pezzo spalmando su una opportuna superficie sagomata una prima pellicola di mylar stendendo su di questa fili di carbonio distribuiti esattamente lungo le linee di forza, e spalmando su questi un secondo strato di mylar. Si hanno così delle vele efficientissime con l'unico inconveniente di un costo molto elevato.
Altro elemento importantissimo sono le cime. Se in barca chiedete une corda vi danno la campana da nebbia perché l'unica corda che c'è in barca è il pezzetto di cima appeso al batacchio della campana. Le corde in barca si chiamano cime e prendono un nome specifico secondo la loro funzione: drizza per issare le vele, scotte per regolarle, amantiglio per alzare boma o tangone , caricabasso per abbassare il tangone.
Vengono distribuite a tutti pezzi di cima e si insegnano i principali nodi.
c) La vela e la fisica. La spinta del vento è data dalla sua energia cinetica che come sapete è data dalla massa per la velocità al quadrato. La massa dell'aria è circa di un chilo a metro cubo cioè mille volte più leggera dell'acqua ma la sua velocità può essere anche molto elevata. Quando la velocità del vento raddoppia , la spinta quadruplica. La barca galleggia e sta diritta grazie al principio di Archimede. La forma dello scafo fa si che quando questo si inclina i volumi immersi tendono ad aumentare e si oppongono quindi all'inclinazione stessa. Quando la spinta del vento aumenta, sulle derive dove il peso dell'equipaggio è notevole rispetto al peso della barca, è sufficiente che l'equipaggio si sposti sopravvento. Se il vento aumenta ulteriormente l'equipaggio va al trapezio spostandosi in fuori ed aumentando quindi la forza raddrizzante. Oltre un certo limite non resta che rientrare in porto o sulla spiaggia ed attendere che il vento cali. Sui cabinati invece dove il peso dell'equipaggio e poco rispetto al peso della barca, la stabilità e data oltre che dalla forma dello scafo anche da una consistente deriva in ghisa o meglio in piombo che sviluppandosi verticalmente sotto lo scafo lo mantiene diritto con il proprio peso.
b) Nozioni di vela. Quando non c'è vento il mare è liscio come l'olio e lucido come uno specchio. Al levarsi di una leggera brezza si formano delle piccolissime onde simili alle squame del pesce. Man mano queste ondine crescono e il buon marinaio scruta la superficie del mare per dirigersi dove appare un po' più scuro ed increspato per sfruttare il vento migliore. Quando il vento si avvicina la fatidica soglia dei 15 nodi, il mare comincia a cambiare, e la cresta delle ondine più grandi incomincia a frangersi in folate di schiuma che corre sulla superficie: le famose ochette. Sui cabinati è ora di cominciare a ridurre le vele. Quando il vento supera i 20 nodi la navigazione si fa' più impegnativa ma si riesce ancora a bolinare senza problemi. Quando si avvicina ai trenta nodi la bolina continua ad essere praticabile per buone barche da regata con belle vele rigide e piatte e con un equipaggio collaudato. Su una barca da crociera è meglio cercare il porto più vicino o proseguire al lasco se la costa lo consente.
Un'altra cosa che muove il mare è la luna aiutata dal sole. Da noi le maree hanno un'escursione di pochi centimetri e quindi sono ininfluenti sulla navigazione. Ma sulle coste atlantiche e ancora di più sulla Manica, quando sole e luna sono allineati, il mare cala di ben sei metri e dalla costa non si vede neanche più. Questo influenza in modo fondamentale la costruzione dei porti che possono essere bacini chiusi da dighe dove rimane acqua anche durante la bassa marea, o aperti e allora le barche devono avere opportuni supporti che le mantengano diritte anche quando si appoggiano sul fondo del mare. Influenza drasticamente anche la navigazione che va sincronizzata con gli orari delle maree.
c) La vela e le scienze: aerodinamica, vento. Il vento riesce a dare una considerevole spinta nelle vele nelle andature di bolina per il principio di Bernuolli . La curvatura della vela fa si che il vento acceleri davanti alla vela creando una depressione, e deceleri dietro alla vela creando una pressione, queste spinte provocano un'azione che in parte tende ad inclinare la barca ed in parte viene sfruttata per farla avanzare. A parità di superficie velica è poi molto più efficiente una barca armata con randa e genova che non con una vela sola perché tra le due vele si produce l'effetto Venturi che aumenta la portanza.
7° a) Filmato: Giro del mondo. Un altro aspetto della vela è l'avventura a lungo raggio. I giri del mondo sono ormai all'ordine del giorno. Da quello con equipaggio con più tappe a quello in solitario a quello senza scalo, l'uomo mette a dura prova le proprie capacità sia nel costruire barche in grado di affrontare l'oceano in ogni condizione, sia nell'affrontare navigazioni lunghissime mettendo a dura prova la resistenza fisica sia la convivenza in spazi ristretti ed in condizioni disagiate, sia la capacità di essere soli ad affrontare mare e tempeste. Il tutto ripagato ampiamente da inebrianti planate su onde oceaniche, da tramonti da sogno, e giornate e notti vissute a contatto della natura più pura.
b) Nozioni di vela : lo spinnaker. Andando al lasco o di poppa si può aumentare la velocità della barca usando lo spinnaker. Intanto tenete conto che il genova di un Sintesi 45, che è una barca da regata-crociera di 13.5 metri , ha una superficie di 50 mq ma fino a 12 nodi di vento può portare al lasco uno spi di 160 mq. Tutti questi metri di vela sono difficili da maneggiare anche perché mentre il genova ha bisogno solo di una drizza e di una scotta, lo spi ha bisogno di : drizza, scotta, tangone, amantiglio , caricabasso, due scotte e due bracci . Non tutto questo viene usato sempre contemporaneamente , ma è chiaro che le complicazioni aumentano. Ma una volta issato e regolato a dovere, lo spi dà emozioni, velocità e soddisfazioni che le altre vele non danno.
c) La vela e la geografia: mari, coste, venti sinottici. Per navigare bisogna conoscere la geografia. Le carte nautiche riportano l'andamento delle coste, indicano i fondali, le secche, i punti cospicui della costa su cui fare riferimento per ricalcolare la propria posizione e poi i fari ed i fanali per orientarsi di notte. Un riferimento alla geografia è anche importante per conoscere i venti. Nel mediterraneo si dice che chi ha battezzato i venti fosse sull'isola di Malta. Il vento da nord-ovest si chiama Maestrale da Roma maestra delle genti. Quello da nord- est viene dalla Grecia perciò prende il nome di Grecale. A sud-est c'è la Siria con lo Scirocco e a sud ovest c'è la Libia con il Libeccio.
8° a) Filmato Capitani coraggiosi. Un ragazzo, figlio di un miliardario americano è sempre vissuto nel lusso, ha sempre visto esaudito ogni suo desiderio, e tratta il prossimo in modo altezzoso ed arrogante come se grazie ai soldi di suo padre tutti gli fosse dovuto. Durante un viaggio su una grande nave da crociera cade in acqua in pieno oceano e viene salvato da una barca di pescatori. A bordo pretende di essere servito e vuole che la barca abbandoni la pesca per riportarlo immediatamente sulla terraferma. Il capobarca lo mette invece a pulire sardine e a pescare in modo che si guadagni quello che mangia ed il trasporto a casa quando la nave sarà carica di pesce. La dura vita in mare e il contatto con i pescatori cambiano il carattere del ragazzo. Poi una folle corsa per arrivare primi in porto provoca un incidente di manovra che causa la morte del marinaio che più era stato vicino al ragazzo. Vedere sparire tra le onde una persona a cui tanto si era affezionato completa la brusca maturazione del ragazzo.
b)Nozioni di vela : la regata. Quella che stavano facendo i personaggi del film infondo non era altro che una regata non per vincere una coppa ma per conquistare il mercato del pesce. Le regate sono competizioni con caratteristiche che non si trovano in nessun altro sport.
Prima di tutto la partenza: le barche non possono stare ferme in mezzo al mare. anche se si manovra in modo da tenere la barca più ferma possibile la barca si muove scarrocciando ed andando dove vuole il vento e non dove vuole farla andare l'equipaggio. La partenza va dunque fatta in velocità. La giuria effettua perciò un conto alla rovescia di sei minuti durante i quali l'equipaggio va avanti e indietro lungo la linea di partenza cercando di arrivare in velocità a tagliarla proprio nel momento in cui viene dato il via. Però la stessa cosa stanno cercando di farla altre cinquanta e qualche volta cento barche, quindi il caos, i rischi di collisione, le urla regnano sovrane fino alla sirena della partenza quando le barche ormai tutte ordinate , tutte di bolina avanzano veloci tutte nella stessa direzione cercando di superarsi e di rubarsi il vento.
c) La vela e la psicologia: la vita di bordo. Altro argomento evidenziato dal film riguarda la vita in mare. Chi arriva ad un imbarco con due valige rigide, le scarpe eleganti, l'abito da sera nell'apposita busta, e pensa di mangiare primo, secondo dolce e caffè ad ogni pasto viene subito invitato a cambiare sport. In barca si va con un borsone morbido che possa essere facilmente stivato e l'abbigliamento deve essere ridotto al minimo indispensabile. In navigazione poi ci si deve accontentare spesso di panini o biscotti. Nella scomoda vita di bordo a stretto contatto con gli altri, la personalità di un individuo viene immediatamente a galla. Chi s'imbarca per moda o per poterlo raccontare agli amici difficilmente si adatta a pulire la sentina o a lavare i piatti. Mentre chi è veramente spinto dall'amore per il mare e per lo sport più bello del mondo trova amici meravigliosi con cui condividere fatiche soddisfazioni ed emozioni.
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